DINO CAMPANA
(parole e musica di Massimo Bubola)


Pochi l'hanno capito, molti l'hanno deriso
quel poeta ragazzo, quanti l'hanno ucciso
quanti critici sciocchi, poeti da salotto
quanti illustri colleghi gli cancellarono il volto.

Ieri ho sognato Dino Campana
col fantasma di Ofelia nella pallida luna
e si scambiavano gli occhi per capire pių il mondo
le lenti delle lacrime, le lenti dell'incendio.

Lui non voleva la pace e non voleva la guerra
solo gettare quel ponte tra l'infinito e la terra
lui non voleva un amore per ripararsi dal cielo
cosė discese all'inferno per salvarsi dal gelo.

Ieri ho sognato Dino Campana
scendere gių dal Falterona
e cadergli vicino una stella lontana
e coprire di sangue quella nera montagna.

E di Dino Campana leggevamo la sorte
nelle luci pių scure, nelle pių chiare ombre
dal dolore bambino di una madre distante
alla sua breve vita, alla sua lunga morte.

Lui non voleva la pace e non voleva la guerra
solo gettare quel ponte tra l'infinito e la terra
lui non voleva un amore per ripararsi dal cielo
cosė discese all'inferno per salvarsi dal gelo.

Lui non vinse mai il Nobel
e neanche un premio qualunque
ma fu un puro poeta dalle segrete, immense onde
e morė in manicomio, dimenticato dai giorni
che troppi elettroshock gli bruciarono i sogni.

Ed. Eccher / Warner Chappell Music Italiana, 1997