L'usignolo
(parole e musica di Massimo Bubola)

Un inverno fa, verso Brandon Bay
entro dentro un pub nel buio delle sei
fuori c'era il diluvio, pietre e cani dal cielo
ma lì dietro il bar cantava un usignolo.

Cantava sha la la la la
chi si porterà via
Sha la la la la, il cuore e l'anima mia
chi così crudele da rubarmi a mia madre
chi così bandito da chiedermi a mio padre.

Sha la la la la
Sha la la la la
Sha la la la la la
Sha la la la la
Sha la la la la la

Aveva gli occhi azzurri, due luminosi zaffiri
i denti così bianchi, capelli nero-corvini
tutto in lei era grazia, ogni suo movimento
ma lo sguardo era inquieto, come mosso dal vento.

E poi si fece avanti e mi donò un lungo bacio
ardente d'oro fuso, gelido come il peccato
mi disse - Questo ti può bastare per portarmi via con te
per cancellare i tuoi sogni, per morire per me!

Sha la la la la
Sha la la la la
Sha la la la la la
Sha la la la la
Sha la la la la la

E dopo entrò suo padre con un coltello in mano
sua madre chiuse a chiave facendo un gran baccano
gridò - Da questa parte, se vuoi uscire di qui
devi uscire a pezzi, sei troppo lungo così! -

Sha la la la la
Sha la la la la
Sha la la la la la
Sha la la la la
Sha la la la la la

Sembrava un brutto sogno, un triste vecchio reato
un lungo sporco conto che non avevo saldato
- Dormi non ti svegliare! - E mi coprì col lenzuolo
sdraiata lì al mio fianco vegliava l'usignolo.
- Dormi non ti agitare! E vidi il punteruolo
poi cominciò a colpirmi quel tenero usignolo.

Sha la la la la
Sha la la la la
Sha la la la la la
Sha la la la la
Sha la la la la